Bè, a me si… precisamente me l’hanno chiesto nella mia prima stagione d’animazione, fatta nel 2012 quando avevo appena 18 anni.

Certo non ne sono passati tanti, visto che ora ne ho solo 22… però se ce una cosa che non è mai passata se penso all’animazione, è proprio il Tempo.

Perche fare Animazione non significa farsi una valigia, prendere il treno, l’  aereo, o la macchina e fare un viaggio , ed arrivare in un qualsiasi posto e iniziare a lavorare facendo il cosidetto “ANIMATORE“, no.

Fare Animazione non ha solo un significato, perché fare l’animatore non esiste. Animatore si è.

Quando Domenico Marchetti, titolare dell’Agenzia Bellavita, mi propose di fare uno stage nel 2011, avevo solo 17 anni, mi iniziò a parlare di questo corso che si sarebbe fatto per due giorni, più precisamente un Sabato e una Domenica di Aprile, non sapevo assolutamente di cosa stesse parlando, di cosa si sarebbe dovuto fare a questo corso, o cosa sarebbe successo se ci fossi andata. Ma convinsi una mia amica ad andarci e da li cambiò tutto il mio mondo.

Iniziai a fare le feste per bambini, perché essendo minorenne, non potetti partire.. ma appena compiuti 18 anni, firmai il mio primo contratto e partii il 25 Giugno 2012 per la Sardegna, direzione Hotel l’Esagono.

Precedentemente ho scritto “Animatore si è“, l ho scritto per un semplice motivo, e cioè che non ti svegli da un giorno all’altro, decidendo di voler partire e fare l’animatore, improvvisando chissà quale ruolo, e magari riuscendoci anche male, no.

Essere Animatori è un modo di essere, di vivere, non solo quando sei nel villaggio, e quindi ti pagano per farlo… ma soprattutto perché nella vita reale, tu sei esattamente come gli altri ti vedono.

In poche parole, l’animatore non smetti mai di farlo, se sei nato così, lo sei dentro e fuori un Villaggio Turistico per il quale stai lavorando.

Quello che voglio farvi capire è molto semplice, e che lavoro più facile di questo al nostro mondo non esiste.

Non esiste proprio per il fatto che in questo lavoro tu sei esattamente quello che sei, e non fingendo chissà quale showman o attrice, o inventando chissà quale personaggio finto.

Ritornando alla mia stagione d’animazione, io proprio lì ho iniziato a vivere e a credere che ci fosse qualcosa di più grande rispetto a quello che avevo vissuto fino a quei giorni.

“Non mi ero mai sentita così me stessa come quando ero in stagione, non sapevo chi fossi finché non sono partita. Ho imparato a conoscermi proprio li, mettendomi in gioco in tutto e per tutto.”

Quello che vorrei, è far capire il vero senso di questo lavoro ai ragazzi di oggi che ormai, il 60% lo fa solo ed esclusivamente perché ” deve fare qualcosa in estate perché non ha un cazzo da fare “ scusate il mio francesismo, ma questa cosa mi spezza il cuore perché c’è chi ci mette anima e corpo nel fare l’animatore, e molto spesso il valore viene sminuito proprio da loro.

Vorrei spiegare che dietro a tutto ciò c’è VITA, c’è  ANIMA, CORPO e CUORE, che se pensi di partire pensando :<< oh che bello parto per la stagione così me ne trombo 2\3 a sera>> vi dico che state sbagliando perché in villaggio ci sono prove fino alle 2\3 del mattino e credetemi, delle volte avrete solo voglia di vedere il letto, oppure a chi dice :<< che bello, parto così mi faccio una bella vacanza!>>  state sbagliando perché fare l’animatore non è fare vacanza, anzi.. è lavorare dalla mattina sotto un sole di 40 gradi, fino alla sera, e finendo solo alle 2 del mattino. Quando ti va bene.

Queste sono solo due piccole cose che ho citato, potrei stare qui a dirvene tante altre delle cose che si sentono dire quando si vuol partire per la stagione, però il mio intento in questo post è un altro.

Io sono partita per scappare dalla realtà che purtroppo mi circondava, l’ animazione mi ha salvata, in tutti i punti di vista, ho realizzato il sogno di poter applicare la mia conoscenza della danza, ho potuto passare ore ed ore in compagnia di tante belle persone, mi sono sentita particolarmente realizzata quando la mattina mi svegliavo, nonostante le poche ore di sonno, ed ero piena di energia per portare sorrisi non solo alle persone che c’erano in villaggio, ma sopratutto a me stessa.

Fare l’animatore è un modo di essere, lo è fin quando si nasce, così come il cantante, come il ballerino e così via..

L’ animatore è un LEADER, esatto proprio così, un Leader, perché l’animatore è il punto di riferimento, una persona pienamente POSITIVA, innamorata della vita, una persona che riesce a far divertire divertendosi, è un modo di essere, è l’energia positiva che ti da carica e gioìa.

Essere animatore in qualsiasi iniziativa d’animazione, significa assumersi delle responsabilità e l’assunzione di “responsabilità” comporta di conseguenza l’instaurarsi di una relazione con qualcuno, con “un altro”, un bambino, un giovane, un adulto.

Questo è uno degli aspetti fondamentali, se non il più importate nel lavoro di Animatore, perché chi fa l’Animatore, principalmente sta instaurando un rapporto con “qualcuno”, e questo rapporto si deve basare sul rispetto reciproco ,e sulla fiducia. Poiché come sappiamo, l’ animatore avrà continue conversazione con le persone nell’arco di una giornata, e così sarà per tutta la permanenza in villaggio.

Per farvela breve comunque, vorrei arrivare al cuore di questi ragazzi, facendogli capire il vero significato della parola Animazione, e cioè che bisogna fare questo lavoro non solo con la mente, ma anche e sopratutto con il cuore, perché la gente che vi guarderà al di fuori, se ne renderà conto che fingete…e state certi che se c’è qualcuno in grado di capirlo quelle sono proprio le persone.

Ma prima di tutti, dovreste capirlo voi stessi.

Bisogna fare questo lavoro perché ti piace non è abbastanza, bisogna farlo perché ti completa, perché ti soddisfa, perché ti riempie, perché ti fa piangere di gioia, perché ti diverte, ti emoziona, ti colpisce, ti affascina, ti stanca, ti fa battere il cuore, ti fa sentire libero, ti lascia il vuoto dentro quando finisce e non vedi già l’ora di riparte per la prossima stagione.

Ma sopratutto perché quando sei in un villaggio, non c’è altro posto in cui vorresti essere.

Per me, il Villaggio Turistico è CASA.

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