Quando ero piccolo una delle cose che odiavo di più in assoluto era quando a scuola bisognava preparare il lavoretto per la festa del papà.

La maestra ti assegnava un lavoretto da preparare e tu entro un tempo prestabilito dovevi farlo nel migliore dei modi per poi regalarlo al tuo papà alla sua festa.
Ora tutto molto bello anzi bellissimo per tutti quelli che hanno un papà a casa che non aspettava altro che ricevere il lavoretto del priprio figlio, ma per chi quel papà non ce l’ha più come si fa?

Sicuramente la maestra sarà attenta e avrà una soluzione pronta per ogni evenienza.

Infatti la mia maestra che faceva, assegnava il compito a tutti e a me non faceva fare nulla nel frattempo.

Il lavoretto per la festa del papà era per tutti quelli che un papà ce l’avevano, ed io che non ce lo avevo era inutile che facessi qualcosa. Allora giustamente restavo li fermo a non far nulla, nell’imbarazzo più totale e con la voglia solo di scomparire. Restavo li sperando che il tempo passasse il più velocemente possibile. Si non vedevo l’ora che arrivasse una festa che fosse anche per me e non solo per quelli “NORMALI“.

Si perché credo che accada questo nella testa di un bambino che non ha più un genitore, inizia a vedere il mondo con occhi completamente diversi e a sentirsi sopratutto un DIVERSO.

Inizia a distinguere il mondo in due enormi categorie: i NORMALI e i DIVERSI.

I NORMALI sono quelli che hanno una famiglia normale, composta da due genitori, fratelli, nonni , zii ecc.ecc.

I DIVERSI sono quelli come me, quelli che non hanno proprio una famiglia classica e quelli a cui manca un pezzo, nello specifico il papà.

Se capiti in una classe dove sei l’unico DIVERSO è davvero dura quando tutti i bambini sono li che preparano i lavoretti per la Festa del Papà e tu sei li che vorresti solo scomparire.

Oggi leggevo che un asilo del nord Italia stava pensando di rivoluzionare la Festa del Papà proprio in virtù del fatto che ci sono tante situazioni familiari diverse oggi giorno e quindi per evitare malumori si pensava a modi alternativi per festeggiare questa ricorrenza.

Credo che sia davvero una bella idea.

Credo che sia assurdo che una maestra o un insegnante o un’Animatrice possa dimenticarsi di una minoranza e dedicarsi completamente al resto dei bambini. Credo che sia assurdo non capire che ogni bambino ha una storia a se e che non ci si può rapportare con tutti nello stesso modo. Credo che sopratutto quando c’è festa bisogna dedicarsi a quelle minoranze che restano li in un angolo se nessuno si ricorda di loro. Credo che è fondamentale ed è importantissimo avere la giusta sensibilità sopratutto se si sceglie di lavorare con i bambini.

Basta poco a rendere felice un bambino e avendo fatto l’Animatore per 13 anni lo so bene, a volte basta un piccolissimo gesto e il bambino se lo ricorderà per tutta la vita.

Diciamo che ci sono molti modi per rendere la Festa del Papà un momento divertente e piacevole anche per chi quel papà non ce l’ha più, ma è assurdo che questo non sia mai nemmeno lontanamente stato fatto quando andavo a scuola io.

Credo che oggi succede ancora e forse anche di più.

Ci sono bambini che vengono trattati come DIVERSI solo perché la vita non è stata gentile con loro come per altri bambini.

Ecco sarebbe bellissimo se una maestra o un insegnate potesse avere delle accortezze diverse nei confronti di questi bambini, alle volte basta davvero poco per non farli sentire esclusi e farli sentire parte di un tutto. Purtroppo sempre più spesso si approccia al lavoro applicando solo ed esclusivamente un metodo imparato chissà dove, vecchio e superato. Bisognerebbe mettere anima e passione in quello che si fa, perché questo ti da la possibilità di vedere con altri occhi e sopratutto di andare oltre.

Quando mi rivolgo alle ragazze del Mini Club che lavorano per me, una delle prima cose che cerco di trasmettere loro è proprio il fatto che tutti i bambini sono diversi e che non si può approcciare nello stesso ed identico modo con tutti. Ognuno ha una storia, un carattere, un educazione, una famiglia, ecc. ecc.

Quello che per te è un piccolissimo gesto, per un bambino è un emozione indimenticabile che porterà dentro di se per tutta la vita.

Purtroppo questo vale anche nel caso di un emozione negativa ricordatelo bene, hai una grossissima responsabilità se lavori con i bambini stai attento.

Mi auguro davvero che quando mio figlio che adesso ha solo 8 mesi andrà a scuola troverà degli insegnanti attenti, che tutte le mattine che mettono il piede in classe lo facciano con passione e con grande professionalità perché a loro affiderò una parte delle sue giornate e mi piacerebbe che queste fossero ricche di emozioni positive, costruttive, piene di gioco e sopratutto sane. 

E sopratutto spero che nessun bambino debba essere messo da parte nemmeno per un secondo.

Quest’anno festeggio la mia prima Festa del Papà e devo dire che inizia a starmi un pochettino più simpatica.

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