Il palco è un territorio particolare. Può trattarsi di un luogo piccolo, angusto e polveroso, illuminato da poche luci oppure essere circondato dalle tribune di un immenso stadio e dotato delle migliori tecnologie. Ma la magia è la stessa e le emozioni che può regalare sono impagabili.

Recitare è il sogno di molti e quando ci si trova a far parte di una Equipe di Animatori diventa un’arte da imparare, e al volo! Infatti, uno dei momenti imprescindibili della settimana in un Villaggio che si rispetti è senza dubbio la serata del Cabaret. Essa solitamente cade nel giorno precedente alla ripartenza degli ospiti ed è il coronamento del lavoro svolto in precedenza. In un certo senso è la prova del nove, il momento in cui l’Animatore veste ufficialmente i panni dell’ “Artista del Sorriso” e raccoglie i riconoscimenti di una settimana passata al servizio del divertimento dei vacanzieri.

Dietro ad uno spettacolo di cabaret c’è più preparazione di quanto si possa immaginare, e spesso le prove vengono svolte… di notte! Ebbene si, le giornate dell’Animatore sono lunghe e impegnative, e dopo l’adunata che segue il consueto spettacolo serale è tempo di mettere a punto gli Sketch che permetteranno di conquistare i meritati applausi. E per meritarseli c’è da sudare! Uno show cabarettistico è un contenitore che include non solo la recitazione, ma anche la danza e il canto. Bisogna saper essere duttili e adattarsi a tutte le circostanze senza alcuna timidezza o remora. Prima di tutto occorre mettersi in gioco, senza dimenticare che il cabaret riesce bene se i protagonisti sul palco sono i primi a divertirsi. La professionalità non deve comunque venire meno, perché il pubblico ha il diritto di assistere a qualcosa da ricordare!

I meccanismi del Cabaret ruotano attorno al fattore velocità. Il cambio-palco tra uno sketch e l’altro deve avvenire senza intoppi, e per questo bisogna disporre di un retropalco perfettamente organizzato. Le prove servono proprio a questo: per quanto l’improvvisazione appaia affascinante, deve essere inquadrata in un contesto che non permetta vuoti o momenti morti. Meno errori ci sono e più la gente è contenta, più lo spettacolo è scorrevole e più vi sentirete sicuri di voi stessi.

Ma come si supera la temuta “ansia da prestazione” che può comprensibilmente affliggere coloro che non hanno dimestichezza con il mondo dello spettacolo? Ognuno di noi ha un talento nascosto, e anche quando il talento non c’è si può sempre sopperire con il lavoro e la volontà. Di norma i punti deboli di una persona possono diventare punti di forza e, se si dispone di quell’autoironia da portare sempre con sé prima della partenza, persino una risorsa importante. In ogni equipe è presente qualche Animatore introverso o goffo che sotto i riflettori può trasformarsi in una irresistibile fucina di risate! Per quanto pensiate di essere negati, in realtà uscirà fuori un ruolo che vi calzerà a pennello.

Il cabaret inoltre può dare la svolta alla settimana lavorativa sotto molti punti di vista. Se il palco vi elettrizza non vedrete l’ora che arrivi “quel giorno” e farete di tutto affinché gli ospiti si affezionino all’equipe d’animazione e si presentino in massa alla serata. Nessun Animatore ama esibirsi di fronte a quattro gatti, ma anche in quel caso dovete vedere il bicchiere mezzo pieno e ricordarvi che quando c’è poca pressione si può sfruttare l’occasione per fare pratica. Con l’esperienza capirete che sono proprio queste situazioni “d’emergenza” che vi permetteranno in seguito di non lasciarvi intimorire da un pubblico più vasto. Il professionista svolge il proprio lavoro cercando di trarre il meglio dalla situazione, per uscire sempre e comunque a testa alta. Quanti artisti famosi sono stati notati mentre si esibivano di fronte a pochissime persone? Una di queste è Beppe Grillo, che durante una serata in un locale milanese venne notato dall’unico spettatore presente. Si trattava di Pippo Baudo, che lo segnalò alla RAI per un provino: il resto è storia!

Entrando nel personale, ho sempre adorato il Cabaret. Dopo la stagione mi capitò di essere contattato da alcuni ospiti che, a distanza di mesi, ancora ripensavano ad alcuni Sketch che videro durante la vacanza. Chissà perché, il mio “cavallo di battaglia” diventò la mia parte di vigile urbano in “Mestieri”, un grande classico che solitamente chiude gli spettacoli! “Mestieri” fu una delle prime cose che imparammo al corso di Animazione molti ma molti mesi prima, perché anche dietro ciò che appare come un simpatico Sketch di mimi c’è una storia…

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