Ogni volta che rileggo questa poesia mi emoziono come quando la leggevo subito dopo lo spettacolo di Cabaret. Si perché ho sempre avuto l’abitudine di chiudere la serata di Cabaret con una nota poetica, con qualcosa che facesse riflettere insomma. Perché se hai a disposizione un microfono, un palco e sopratutto un pubblico hai una grossa responsabilità. Ed è giusto oltre che far ridere le persone con degli Sketch leggeri e spensierati, farli anche riflettere ed emozionare al tempo stesso. E ti assicuro che se la leggerai bene, con la giusta interpretazione, con le giuste pause, impostando la voce, il messaggio arriva ed è il miglior modo per emozionare gli ospiti di un Villaggio Turistico  e non solo loro. Vedrai anche i tuoi Animatori con la lacrimuccia e se ti lascerai andare sarai il primo ad emozionarti.

Questa poesia sulla vita in realtà non so bene chi l’abbia scritta, so solo che io me la sono portata dietro lavorativamente parlando dalla stagione 2004 in Salento, quella fatta con la Samarcanda. Il mio Capo Equipe di allora la recitò durante una serata e io me ne innamorai follemente, al punto che una volta rientrato a casa senza conoscere il titolo e l’autore iniziai una disperata ricerca su Internet.

Alla fine dopo una lunga ricerca la trovai e oggi la voglio condividere con voi e chissà che a qualcuno di voi non venga la voglia di leggerla dopo lo spettacolo come conclusione e come saluto per gli Ospiti.

FILOSOFIA DI VITA

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di diametro.

Fatto questo chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno, ed essi risposero di sì.

Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente.

Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.

Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.

Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto.

Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto.

Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno.

Allora il professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra, e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia.

Gli studenti risero.

“Ora,” disse il professore non appena svanirono le risate, “voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita.

I sassi sono le cose importanti – la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli – le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena.

I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto.

La sabbia è tutto il resto……le piccole cose. Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia,” continuò il professore “non ci sarà spazio per i piselli e per i sassi.

Lo stesso vale per la vostra vita.

Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti.

Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici.

Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l’auto.

Prendetevi cura dei sassi per primi – le cose che veramente contano.

Fissate le vostre priorità…il resto è solo sabbia.

“Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra.

Il Professore sorrise.

“Sono contento che me l’abbia chiesto.

Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, c’è sempre spazio per un paio di birre con gli amici”.

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